Democrazia è partecipazione: LIBERARE VENEZIA DALLA PALUDE DEGLI AFFARI

Postiamo l'invito alla cittadinanza a partecipare a questo quanto meno scottante ambito inerente la laguna di Venezia organizzato da ECO Venezia.

 

Giovedì 25 luglio 2013
, ore 20.30

Venice Sherwood Festival / Parco San Giuliano (area Pattinodromo ingresso Porta Gialla)
, Mestre (Venezia)

Video intervista esclusiva a Massimo Cacciari

(sindaco di Venezia dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010)

Intervengono:

Gianfranco Bettin (assessore comunale di Venezia)

Felice Casson (senatore)

Giulio Marcon (deputato)

Partecipano:


movimenti, comitati e associazioni che si battono per i beni comuni.

Coordina la discussione: 

Beppe Caccia

Giorno dopo giorno le diverse inchieste della Magistratura aperte sul Consorzio Venezia Nuova e sulle grandi imprese di costruzioni che ne fanno parte stanno confermando quanto hanno sostenuto, inascoltati, i movimenti e le associazioni che si sono battuti per anni in Laguna contro l’inutile e devastante progetto Mo.S.E.

“Il Mo.S.E. serve solo a chi lo fa” stava scritto su un manifesto di dieci anni fa, accompagnato dall’inequivocabile immagine di uno squalo che si mangiava Venezia. E, in effetti, non c’è proporzione tra i nove miliardi di euro spesi dallo Stato in trent’anni per la salvaguardia della Laguna (di cui sei miliardi dedicati esclusivamente al progetto delle dighe mobili alle bocche di porto) e quanto è stato effettivamente investito in opere per la difesa fisica e la rivitalizzazione sociale ed economica della città. Una fetta significativa di queste enormi risorse ha invece alimentato un meccanismo di ridistribuzione, in parte del tutto legale anche se di dubbia legittimità, di finanziamento trasversale al mondo della politica e dell’università, attraverso contributi e consulenze; in parte, di enorme arricchimento privato nella mani di pochi e di corruzione diffusa, attraverso la costituzione di fondi neri per decine di milioni di euro transitati su conti esteri e società off shore.

E così, mentre sul progetto Mo.S.E., giunto ormai a due terzi della sua realizzazione, gravano pesanti dubbi di tenuta ed efficacia (dalla sua utilità di fronte ai cambiamenti climatici e alla crescita del livello medio del mare Adriatico fino all’affidabilità delle gigantesche cerniere che collegano paratoie e cassoni d’alloggiamento e al rischio di “risonanza” e conseguente possibile ribaltamento delle dighe), è divenuto evidente come le ingentissime risorse pubbliche, soldi dei cittadini quindi, destinate alla salvaguardia di Venezia siano state distolte per costruire un dispositivo di permanente condizionamento del mercato e della vita politica e amministrativa della città, della regione Veneto e del Paese.

L’origine di tutti i mali è senza dubbio la norma di legge con cui, dal 1984 in poi attraverso il meccanismo della “concessione unica”, è stato garantito al Consorzio Venezia Nuova (cioè ad un ristretto pool di imprese, oggi tutte a capitale privato) il monopolio assoluto sulle opere per la difesa di Venezia dal fenomeno delle “acque alte”, saltando qualsiasi procedura trasparente di assegnazione degli appalti attraverso gare ad evidenza pubblica e sottraendo lo stesso Consorzio a qualsiasi effettiva verifica. Un meccanismo che ha, di fatto, rovesciato il rapporto di dipendenza tra le imprese del pool e il Magistrato alle Acque, cioè l’organismo statale, braccio operativo in Laguna del ministero per le Infrastrutture, che avrebbe dovuto guidare e controllare proprio l’operato del Consorzio.

Il risultato è stato che, negli ultimi decenni, una potente lobby affaristica e trasversale alla politica ha impedito qualsiasi reale valutazione scientifica del progetto Mo.S.E. e scavalcato qualsiasi procedura democratica di decisione sulla sua realizzazione. Non solo, ha pure sottratto rilevantissime risorse previste dalle Leggi speciali per Venezia ai veri obiettivi di salvaguardia fisica e ambientale, sociale ed economica della città e della sua laguna. La scelta di destinare tutti i finanziamenti statali al sistema di dighe mobili alle bocche di porto ha azzerato gli interventi per la manutenzione ordinaria e straordinaria del tessuto urbano, per il disinquinamento del bacino scolante in laguna, per il restauro e la conservazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato, per la residenza destinata ai ceti sociali medio-bassi, per una ricerca indipendente e innovativa sui problemi di Venezia. E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

I fenomeni di corruzione legati al Mo.S.E. e alle imprese del Consorzio Venezia Nuova sono stati e sono, nei fatti, un colossale sistema di ridistribuzione verso l’alto, a pochi imprenditori e a funzionari dello Stato e politici ad essi collegati, di risorse economiche sottratte alla collettività. Ecco perché, se di vuole davvero aggredire e smantellare questo sistema, è l’architettura normativa dell’attuale Legislazione speciale che dev’essere radicalmente messa in questione e riformata. Il ruolo che, da questo punto di vista, possono svolgere movimenti e associazioni che si battono per la difesa dei beni comuni, rappresentanti istituzionali e amministratori locali non compromessi con questo sistema, è decisivo.

E’ tempo che il Parlamento affronti la riforma della Legge speciale sulla Laguna, superando definitivamente il meccanismo della concessione unica e restituendo correttezza e trasparenza alle procedure per la valutazione dei progetti e l’assegnazione dei lavori e, soprattutto, sovranità democratica alla comunità veneziana. Passa di qui l’apertura, dal basso, di una nuova stagione per la salvaguardia, ma anche per la soluzione di un problema urgente e drammatico come quello del traffico delle grandi navi, e quindi per il futuro di Venezia.

Da qui bisogna cominciare, per liberare la laguna di Venezia dalla palude degli affari.

Vaschette: hanno vinto le rondini

 

Postiamo in allegato l'articolo di giornale uscito sulla Nuova Venezia inerente la "questione" Vaschette a Marghera.

(clicca sull'articolo per poter accedere all'allegato)

 

Allegati:
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Incendio a Valle Vecchia: presa di posizione di LIPU Birdlife sezione regionale

 

Postiamo la presa di posizione della LIPU regionale inerente all'incendio che ha interessato la zona della Brussa a Caorle.

(clicca sull'articolo per poter scaricare l'allegato)

 

Serata natura in quel di Chioggia

Postiamo la locandina di questa interessante iniziativa promossa dal Centro di Educazione ambientale del comune di Venezia che ci vede coinvolti con la riserva naturale di Ca' Roman.

Vi aspettiamo numerosi a Venezia il 20 luglio dalle 18.00 alle 24.00.

(clicca sull'articolo per scaricare la locandina)

Allegati:
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Comunicato su Foca Monaca a Venezia.

Giriamo il seguente comunicato del Gruppo Foca Monaca Italia in merito alla nona segnalazione circa la presenza della Foca monaca nella Laguna veneziana. 

Per quanto riguarda il video di 27 secondi presente su Youtube, contattato direttore scientifico del Gruppo Foca Monaca Italia e da costui visionato, si rivolge un appello agli autori di detto video, cortesemente contattate  il Gruppo Foca Monaca Italia o la LIPU Sezione di Venezia, il tutto per maggiori dettagli, potrebbe essere l'animale che cerchiamo come potrebbe trattarsi di una contraffazione.

Indubbio una ripresa fotografica garantirebbe maggiore definizione nelle immagini.

Un cordiale saluto Gianpaolo Pamio resp. LIPU Venezia

https://www.facebook.com/PryntyllafocadiVenezia

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