La carica dei mille

A metà gennaio, come da prassi ormai consolidata, lo Staff Lipu dell'Oasi Cave di Gaggio ha partecipato all'IWC (International Waterbird Census), censimento internazionale degli uccelli acquatici svernanti, che interessa ogni anno tutte le zone umide italiane più rilevanti dal punto di vista ornitologico. Continua a leggere...


Da sempre vede la collaborazione dei tecnici Lipu in possesso dell'abilitazione nazionale a tali tipi di censimento, rilasciata, previo superamento di apposito esame, dall'INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) e ora da ISPRA.

L'Oasi Cave di Gaggio ha dimostrato ancora una volta il suo grande valore naturalistico, sia in termini di specie acquatiche che di contingenti delle stesse. La "carica dei mille" lo dimostra: sono stati censiti oltre 1000 individui di marangone minore (Microcarbo pygmeus), specie protetta dalla direttiva comunitaria 2009/147/CE e dalla normativa nazionale che la recepisce. Un super assembramento per una zona umida dell'entroterra, rilevato in tutto il periodo centrale dell'inverno 2019-2020 e anche durante il censimento IWC. Tale specie gradisce le lagune e i corsi d'acqua del nostro territorio, ma solo nelle zone umide dove il disturbo provocato direttamente o indirettamente dall'Uomo è contenuto può costituire colonie nidificanti (in primavera) oppure aggregazioni rilevanti per passare la notte (in inverno).

Tale situazione si afferma nell'Oasi Cave di Gaggio grazie alla gestione oculata che mira a contenere il disturbo antropico, delocalizzando le attività gestionali e la fruizione in modo da mantenere, nei periodi più delicati, ampie zone dedicate agli uccelli dove il disturbo è assente.

Purtroppo le Cave di Gaggio sono un esempio sempre più isolato. Da uno studio approfondito tutt'ora in corso, che considera le cave di argilla senili dell'entroterra veneziano (Marcon, Noale, Salzano, Martellago, ecc.), emerge come, a parità di tipologia ambientale di riferimento (appunto zone umide con laghi di cava, canneti, boscaglie varie), solo quelle caratterizzate da una pianificazione tecnico-scientifica adeguata, in grado di limitare e contenere il disturbo antropico garantendo comunque la corretta fruizione e le attività di educazione ambientale, possono mantenere una comunità di uccelli ricca e strutturata.

Se l'Oasi Cave di Gaggio vanta tali presenze, purtroppo le Cave del Praello, dove manca una gestione opportuna, hanno perso parte dell'importante patrimonio ornitologico che le caratterizzava. Ancora più grave la situazione nelle zone umide di cava presenti in altri comuni e trasformate in parco urbano privo di opportune forme di gestione: risultano quelle con il numero di specie e contingenti più contenuti. Tale elemento non va sottovalutato, sia per il grave danno che si manifesta laddove vi sia decremento di biodiversità, quanto per il rischio in termini di responsabilità per gli Enti che non promuovono opportune forme di tutela, in primis una gestione adeguata. Il fatto che tutte queste zone umide siano protette dalle Direttive comunitarie 92/43/CEE e 2009/147/CE, rende lo Stato italiano e gli Enti con delega alla gestione di tali siti, responsabili laddove vi siano danni alle popolazioni di specie di interesse comunitario.

Fortunatamente nell'Oasi Cave di Gaggio i marangoni minori possono dormire sonni tranquilli, grazie soprattutto all'impegno dei Volontari dell'Oasi ma anche a quanti, tra politici, funzionari, tecnici e docenti universitari, hanno compreso le capacità e potenzialità di Lipu, che rappresenta per l'Italia BirdLife International, il più grande network di associazioni impegnate nello studio e conservazione degli uccelli selvatici a livello internazionale. E, con i marangoni minori, possono vivere tranquillamente anche gli aironi guardabuoi e cenerini, le garzette, i porciglioni, i tuffetti e le tante altre specie rilevate durante i censimenti IWC.

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