Dove sono finiti i passeri?

Questa la domanda che ci pone una una cittadina di Mestre a cui crediamo sia utile rispondere anche pubblicamente 

(abbiamo cambiato il nome nel rispetto della privacy):

Mi presento sono Paola e vivo a Mestre centro da sempre, sul mio terrazzo svolazzavano spesso i passeri che, per abitudine, mi chiamavano, in quanto davo loro briciole e semini. Mi mancano molto. Quest'anno sono scomparsi, come mai? Voi che vi occupate di natura mi sapreste dare una spiegazione?

Spero non se li siano mangiati i gabbiani. Grazie sin d'ora se vorrete rispondermi.


La Passera d'Italia (di solito è la specie che vive in città da noi) ha subito in Italia un decremento dal 2000 al 2010 del 47 % (-5% di media all'anno).

Per approfondimenti è possibile scaricare questa pubblicazione della LIPU.

Le cause non sono facili da analizzare, ma secondo noi sono da imputare principalmente:
1) diminuzione dei siti idonei alla riproduzione (quando manca il posto per fare il nido, ad esempio sostituendo case vecchie con molte cavità - nido con case nuove, dove le cavità mancano, la riproduzione e quindi la popolazione cala)
2) diminuzione dell'habitat di foraggiamento soprattutto in inverno (se gli uccelli non trovano cibo in inverno, quando la situazione è più critica, spesso muoino e poi la primavere successiva ovviamente non si riproducono; le mangiatoie in inverno aiutano molto)
3) inquinamento in agricoltura e per disinfestazioni (quando alimentano i piccoli gli adulti spesso gli portano insetti che possono o essere scarsi, o inquinati e quindi provocare anomalie o mortalità maggiori nei piccoli). Ci sono inoltre dei disseccanti, spacciati quasi per innocqui, che sono responsabili dell'uccisione di molte larve di anfibi e anche di Allodole (anche queste in calo), e anche hanno effetti negativi alle placente di feti umani.

Non riteniamo che le competizioni con gli altri animali siano importanti (ci sono migliaia di anni di convivenza ed equilibri raggiunti). Gazze, Ghiandaie, Gabbiani reali e Cornacchie grigie non dovrebbero fare grosse differenze.
Poi spesso si da la colpa a questi animali selvatici dimenticandoci invece quanti uccellini catturino i nostri gatti domestici che non sono in equilibrio naturale (li alimentiamo con cibi prilibati e, nonostante questo, per soddisfare i loro istinti cacciano lo stesso facendo danni e senza nutrirsi delle loro prede).

Sarebbe interessante avere altri riscontri in merito e sapere se in futuro dovessero ritornare. Nel caso che l'ultima volta che sono stati visti fosse inverno, potrebbe essere che abbiano scelto un altro posto per la riproduzione, per poi tornare il prossimo inverno.

 Un problema non solo italiano

Il problema in questione è oggetto di studio, in Inghilterra, già da tempo, anche se dal sito della RSPB una causa precisa non pare essere stata trovata. Come esposto sopra si tratta più che altro di più concause. Per vedere il punto degli studi segnalati dalla RSPB si può andare sul sito Causes of population decline of urban house sparrows.

Da quanto scritto pare che lo scarso successo riproduttivo sia collegato soprattutto alla mancanza di insetti e lombrichi per nutrire i nidiacei.
Ma perchè scompaiono vermi ed insetti?
Studi recenti puntano l'indice sull'uso degli insetticidi sistemici denominati neonicotinoidi, che vengono assorbiti dalle piante ed avvelenano gli insetti che si nutrono di qualsiasi parte delle piante trattate.
Sono gli insetticidi responsabili della scomparsa delle api.
Per informazioni generiche su tale allarme guardate ad esempio I neonicotinoidi stanno causando il declino di uccelli in Europa - LifeGate.

Per informazioni scientifiche alleghiamo due articoli (in inglese) dell'autorevole rivista Nature che correlano scientificamente la presenza di neonicotinoidi nell'ambiente con il  declino degli uccelli insettivori (i passeri sono insettivori nel periodo riproduttivo).

Informazioni aggiuntive